lunedì 1 giugno 2015

Agenda digitale, (forse) si riparte

Agenda digitale, si riparte. Tra gli addetti ai lavori serpeggia un cauto ottimismo, dopo l’insediamento (il 18 maggio) del nuovo dirigente dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) Antonio Samaritani e il suo primo intervento pubblico al Forum Pa di Roma, questa settimana. Il commitment politico è stato rinnovato dalla ministra Marianna Madia. 

Samaritani ha presentato un impegno programmatico preciso per far partire l’Agenda. Sono i due elementi che suggeriscono quell’ottimismo, ma le cautele ci sono sempre: commitment politico e determinazione da parte dell’Agid c’erano in fondo anche prima. E - come prima - resta intatto il caos della governance del digitale in Italia (tale l’aveva definito Graziano Del Rio a ottobre scorso), frammentata com’è tra vari ministeri, organi della Presidenza del Consiglio ed enti locali. 

È un dato di fatto: finora, di tutti i castelli costruiti in aria sull’Agenda digitale, dalle norme, è funzionante solo la fattura elettronica obbligatoria verso le Pa. E comunque anche questa non dà ancora appieno, al Paese, i benefici promessi (un miliardo di euro di risparmi l’anno). Il Sole 24 Ore - leggi tutto lìarticolo su Il Sole 24ore NovaTech

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