venerdì 26 giugno 2015

Più la calpesti, più genera energia. È sarda la mattonella (SEF) amica dell’ambiente


È nata in Sardegna la mattonella innovativa che, attraverso l’utilizzo di materiale piezoelettrico (dal greco “piezein”: premere) è capace di generare energia pulita e totalmente riciclabile. Basta semplicemente calpestarla.

Immaginate di creare energia attraverso una semplice pressione esercitata dai piedi su un pavimento. Questa è l’idea rivoluzionaria che due ingegneri sardi,Alessio Calcagni e Simone Mastrogiacomo, hanno sviluppato con Smart Energy Floor.

Un prodotto sviluppato dalla loro giovane startup, Veranu, dopo la laurea in ingegneria elettronica all’ Università di Cagliari. Una mattonella innovativa che, attraverso l’utilizzo di materiale piezoelettrico (dal greco “piezein” che significa “premere, un materiale quindi che genera una differenza di potenziale se sottoposto a pressione). Una soluzione intelligente e capace di generare energia pulita e totalmente riciclabile.

Come funziona

Il principio che sfrutta la startup è simile a quello dell’energia solare, solo che in questo caso la forza non è rappresentata dai raggi, ma dai piedi in movimento; il materiale usato per l’accumulazione della tensione è invece di natura plastica, integrabile con legno o piastrelle. Ovviamente il sistema funziona con più efficacia in un luogo affollato: più gente c’è, più si crea energia. Attraverso questo nuova mattonella si possono ricoprire le superfici calpestabili di locali pubblici quali ospedali, centri commerciali ed altri di modo da auto-alimentarli (e auto-illuminarli). Il pavimento sarà costituito da una serie di moduli quadrati di dimensioni 50×50 cm, spessore di 3 cm e abbassamento verticale massimo di 2 mm. Sarà connesso ad un circuito sottostante che provvederà alla gestione dell’energia prodotta e accumulata. Per ogni blocco si prevede un’efficienza del 50% nella conversione da energia cinetica ad energia elettrica.

Le categorie di SEF: blocco singolo o connesso in rete

Smart Energy Floor prevede due tipi di utilizzo: un blocco singolo (stand alone) o connesso in rete (grid connected). I sistemi isolati, non collegati alla rete elettrica, sono dotati di sistemi di accumulo dell’energia prodotta. Il sistema connesso in rete, invece, non è provvisto di sistemi di accumulo: l’energia prodotta viene riversata direttamente nella rete elettrica nei momenti di grande passaggio.

I premi (e il viaggio a Berlino) di SEF

Dopo essere stati tra i 30 finalisti del premio Edison Start 2014, competizione dedicata a startup innovative e micro-piccole imprese, Alessio e Simone sono stati invitati a Stoccarda per il “Green Innovation and Investment Forum”, il 10 e 11 febbraio scorsi. Si tratta di uno dei più importanti eventi europei dedicati al matching tra investitori e startup sull’innovazione come ecosostenibilità, sulle energie alternative, sullo smart building.

SEF è stata selezionata, insieme ad altre 19 startup (early-stage) e giovani imprese (advanced-stage) provenienti da tutto il vecchio continente, per presentare la loro idea di business a investitori e partner tramite una pitch session: «Siamo molto contenti di esserci confrontati con altri giovani imprenditori europei. Abbiamo ricevuto molti feedback positivi, sintomo delle potenzialità del nostro prodotto» dicono Alessio e Simone.

L’appello di SEF

Ma ora serve di più. L’idea, per essere portata avanti, ha bisogno di investitori e di persone che credono al progetto. Un progetto nato in Italia, in Sardegna, grazie al lavoro e al talento di giovani che hanno deciso di rimanere nella loro terra per farla crescere e contribuire al suo sviluppo, sfruttando la radicata tradizione artigiana e le infinite possibilità delle nuove tecnologie: «Per portare a termine il progetto Smart Energy Floor abbiamo bisogno di strumentazione specialistica, come cappe chimiche, spinner, agitatori magnetici termostatati, e generatori di alta tensione. Un aiuto concreto potrebbe arrivare sia dalle istituzioni che da aziende private attraverso la condivisione di risorse e strumentazioni che ci permettano di sfruttare il network di conoscenze per realizzare il nostro progetto».

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