venerdì 18 dicembre 2015

Giovani, avanti tutta con lo Start Up Lab

Ha un’unica, chiara mission: far nascere e crescere le start up innovative e diffondere l’imprenditorialità per “generare valore e ricchezza per il territorio attraverso il successo delle idee innovative”. È lo Start Up Lab della Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN) .

Nasce per volontà del Professor Mario Sorrentino con l’intento di valorizzare e mettere a frutto un ampio set di conoscenze, competenze professionali e “network” di rapporti sviluppati negli anni dai docenti e dai ricercatori del Dipartimento di Economia dell’Ateneo in tema di start up di impresa, spin-off accademici e imprenditorialità innovativa, offrendo servizi basati sull’interazione “one-to-one” con i promotori degli start up e le grandi imprese.

Molti i servizi offerti, che vanno dalla valutazione delle idee imprenditoriali, alla redazione del business plan, al supporto per la costituzione di spin-off accademici, allo sviluppo dell'imprenditorialità nelle grandi imprese, alla promozione dell’imprenditorialità e degli spin-off nei centri di ricerca, al supporto per creazione di incubatori di impresa; non mancano il supporto per lo sviluppo del networking, un servizio di mentoring, di consulenza direzionale, di assistenza legale, di assistenza al financing, infine di sviluppo di Open Innovation. Una vera e propria “Start Up School” completa l’offerta, con seminari e workshop tematici da programmarsi ad hoc.

Da buona “costola” universitaria, Start Up Lab non poteva non dedicare parte della sua attività anche a studi, indagini e ricerche su start up e imprenditorialità: il laboratorio realizza infatti indagini su campioni di start up facenti parte dei programmi di incubazione, ricerche sulle performance delle nuove aziende, studi sugli aspetti motivazionali e psicologici dei fondatori, con tanto di dati e case history di successo; molto utili in particolare – considerato il periodo – gli studi sul ruolo del capitale di rischio nei processi di creazione di imprese innovative e sui fondi di “corporate venture capital”.


(Fonte: Research Italy)

Nessun commento:

Posta un commento