giovedì 10 dicembre 2015

«In letargo» ma pronta al risveglio con startup e sharing economy. Ecco l’Italia del Censis.

Tanti giovani che tentano la la strada delle startup, famiglie che accrescono il proprio patrimonio e lo mettono a reddito (con l’ incremento dei bed&breakfast), le imprese che investono in innovazione e green economy. 

La penetrazione dell’uso di Internet (siamo a 2/3 della popolazione), 15 milioni gli italiani che fanno acquisti sul web (2,7 milioni nell’ultimo anno hanno comprato prodotti alimentari in Rete), la scelta sempre più frequente del car sharing (lo usano in 2 milioni, il 4% della popolazione), dell’home banking (se ne serve il 46,2% degli italiani che navigano online). Il coworking, che nell’ultimo anno ha coinvolto un milione e mezzo di occupati, il 3% della popolazione (per i giovani si arriva al 5%). 

E poi il nuovo made in Italy che si va formando nell’intreccio tra successo gastronomico e filiera agroalimentare, nell’integrazione crescente tra agricoltura e turismo, nel settore dei macchinari che fanno macchinari. E’ il quadro che emerge dal 49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis . Un Paese che è sì, in un «letargo esistenziale collettivo», ma anche in movimento per uscire dal sonno.

STARTUP

Secondo quanto emerge dal rapporto Censis, l’Italia ha il più ampio numero di giovani lavoratori autonomi tra i principali Paesi europei: sono 941.000 (nella classe 20-34 anni), seguiti da 849.000 inglesi e 528.000 tedeschi. Il nostro Paese può contare anche su un bacino di startup vitale e in continuo fermento. Il 15% dei giovani italiani (16-30 anni) ha intenzione di avviare una startup nei prossimi anniE sono circa 7.000 i giovanissimi titolari d’impresa in più oggi rispetto al 2009 (+20,4%) in alcuni e ben caratterizzati settori, riscuotendo «preziosi risultati sul piano personale e di sistema», ha indicato il Rapporto. Tra i segmenti più dinamici un ruolo particolare, ha segnalato il Censis, è svolto dall’area della ristorazione e della ricettività, nella quale operano quasi 20.000 titolari d’impresa al di sotto dei 30 anni (il 9,8% del totale).

INTERNET

La penetrazione di Internet fra gli italiani si sta rapidamente avvicinando ai due terzi della popolazione. Secondo i dati del Censis, gli utenti della rete sono aumentati del 7,4%, arrivando al 70,9% degli italiani. Merito soprattutto delle connessioni mobili che mostrano una grande vitalità, con gli smartphone forti di una crescita a doppia cifra (+12,9%) che li porta oggi a essere impiegati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), e i tablet che praticamente raddoppiano la loro diffusione e diventano di uso comune per un italiano su quattro (26,6%).

CROWDFUNDING

Il couchsurfing è la condivisione di posti letto su piattaforme web (riguarda lo 0,8% degli italiani, ma il 2,5% dei giovani fra i 18 e i 34 anni) ed è un modo economico di viaggiare, facendo anche nuove amicizie. Il crowdfunding invece è il finanziamento pro quota, attraverso piattaforme Internet specializzate, di progetti, idee, startup. Nel 2015 ha finanziato iniziative di questo tipo l’1,2% della popolazione e il 4,3% dei giovani fra i 18 e i 34 anni.

TV E NUOVI DEVICE

La quota di utenti della Rete tra i giovani arriva al 91,9%, mentre è ferma al 27,8% tra gli anziani. Il 77,4% degli under 30 è iscritto a Facebook contro appena il 14,3% degli over 65. La presenza degli italiani su Facebook ha raggiunto ormai il 50,3% della popolazione. Ma la distanza tra giovani e anziani si nota anche nella disintermediazione digitale, cioè nella sempre maggiore abitudine di guardare la televisione attraverso i nuovi device: in totale, nel 2014 l’utenza della web tv è aumentata dell’1,6% rispetto al 2013 e quella della mobile Tv del 4,8%. Se però il 40,7% dei giovani guarda la web tv, solo il 7,1% degli anziani lo fa.

WEB E MEDIA

Per gli italiani i mezzi di informazione che negli ultimi anni hanno incrementato la loro credibilità sono stati i nuovi media: per il 33,6% è aumentata quella dei social network, per il 31,5% quella delle tv all news, per il 22,2% e per il 22% rispettivamente quella dei giornali online e degli altri siti web di informazione. Su cosa si fonda la credibilità di un mezzo di informazione? Per gli italiani la credibilità si basa prima di tutto sul linguaggio chiaro e comprensibile, apprezzato dal 43,8% della popolazione. Seguono l’indipendenza dal potere (36,1%) e la professionalità della redazione (32,8%). Completano la ricetta della credibilità altri ingredienti fondamentali: l’aderenza oggettiva ai fatti (31,7%) e la rapidità di aggiornamento delle notizie (31,1%).


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